„Un formaggio tutto mio“

Come fare di necessità virtù: Andreas Wörndle sull’onda del successo

Formaggio fatto in casa dell' Alpe di Siusi
A dire il vero ha cominciato a tenere delle capre perché gli brucassero l’erba di quei pendii così impervi. Il veterinario, però, riteneva che fosse un vero peccato non lavorare il latte così prezioso prodotto da quegli animale. Fu così che ebbe inizio la sua carriera di giovane casaro. Impadronitosi dei segreti della produzione di latticini frequentando corsi intensivi dedicati in particolare alla lavorazione casearia del latte di capra e di pecora, il formaggio da taglio prodotto da questo giovane alle prime esperienze gli valse già nel 2000 il primo premio in occasione della degustazione di burro e formaggi di malga dell’Alta Val d’Isarco (Wipptaler Almkäse- und Almbutter-Verkostung). “E da allora, ogni anno mi sono aggiudicato un premio” racconta Andreas non senza una punta di orgoglio.
Il latte fresco prodotto dal suo gregge di 40 capre e dalle sue cinque vacche è sufficiente per consentirgli di ottenere un buon numero di forme di formaggio. Dalla sua latteria escono formaggi freschi, a pasta pressata e molle, aromatizzati al timo, prezzemolo e basilico o insaporiti con altre erbe provenienti dall’orto di mamma. “Le ricette possibili sono tante” afferma Andreas. Importanti sono però soprattutto il latte e la cantina di stagionatura. Potrebbe svelarci qualche altro segreto ma il giovane casaro preferisce comprensibilmente tenerli per sé.

Aceto Balsamico - Made in Siusi

Aceto balsamico prodotto a Siusi
Difficile, oggi, riuscire a dare indicazioni precise sulla storia dell’ aceto balsamico. Forse si trattava di un mosto d’uve bollito, dimenticato in cantina e ritrovato dopo qualche tempo, che, per effetto della naturale fermentazione acetica, aveva preso un gusto agrodolce. Sta di fatto che a Siusi allo Sciliar, dodici anni fa si gettavano le basi per il primo “aceto balsamico tradizionale”: non da Modena, ma dal sottotetto dell’ Hotel Florian...
 

Le „maghe dei krapfen“

Festa patronale a Siusi, S. Messa solenne e processione in grande stile. La banda che inizia a suonare, la birra a sgorgare, i fedeli che si accomodano ai tavoli e Paula che si allaccia in vita il grembiule bianco. Annemarie, la contadina del Patenerhof, posa intanto sul fuoco un grande tegame mentre altre donne trascinano in cucina i cesti pieni di utensili varie. Che le contadine del paese abbiano uno stand a parte è ormai tradizione. Non c’è festa patronale senza krapfen. Non krapfen qualsiasi, però, ma krapfen tipici della sagra paesana.
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